Servizio prioritario 02

Ricognizione straordinaria degli inventari e adeguamento all’accrual

Ricognizione sul campo dei beni mobili e immobili, valorizzazione, riconciliazione con lo stato patrimoniale e piano pluriennale verso i principi ITAS. È il lavoro che non si comprime nell’ultimo esercizio.

In molti Comuni l’inventario è fermo a un aggiornamento di quindici anni fa: i beni mobili spesso non sono stati riconciliati, gli immobili non sempre parlano con il catasto e la quadratura con lo stato patrimoniale resta incerta. Così ogni adempimento sul patrimonio rischia di diventare una ricostruzione da capo.

La riforma della contabilità pubblica porterà gli enti ad adottare i principi contabili ITAS, e il primo stato patrimoniale dovrà poggiare su un inventario attendibile di tutti i beni e su crediti e debiti riconciliati. Il lavoro che pesa — ricognizione, valorizzazione, riconciliazione — è esattamente quello che non si comprime nell’ultimo esercizio.

Cosa facciamo

  • Assessment di partenza: la distanza fra la situazione attuale e i requisiti ITAS
  • Ricognizione fisica dei beni mobili, con etichettatura e assegnazione ai consegnatari
  • Ricognizione degli immobili, verifica della titolarità e allineamento dei dati catastali
  • Attribuzione di categorie, valori e vite utili, con calcolo degli ammortamenti pregressi
  • Riconciliazione con le scritture contabili e con lo stato patrimoniale
  • Riconciliazione di crediti e debiti e pulizia delle poste anomale
  • Piano pluriennale, con i carichi distribuiti sugli esercizi

Perché conta, in concreto

Un lavoro, quattro adempimenti chiusi

La stessa ricognizione alimenta l’aggiornamento inventariale del 30 aprile, il censimento del patrimonio immobiliare al MEF di settembre, lo stato patrimoniale del rendiconto e la preparazione all’accrual. Per questo conviene commissionarla una volta sola e bene, invece di ricostruirla quattro volte a pezzi.

Una catena, non un elenco

L’inventario alimenta lo stato patrimoniale, che regge il rendiconto e che domani sarà il punto di partenza del primo bilancio accrual. Se l’inventario è fermo da anni l’errore non resta lì: si propaga a valle e riemerge a ogni chiusura. Con la riforma diventa strutturale. È il motivo per cui si parte da monte: intervenire a valle non risolve, rimanda.

Il vantaggio di partire adesso

Chi comincia oggi distribuisce su più esercizi il lavoro che gli altri dovranno concentrare in uno solo, e intanto incassa un beneficio immediato: inventario attendibile e stato patrimoniale che quadra, quindi meno rilievi dell’organo di revisione già al prossimo rendiconto.

Poi va tenuto in vita

Una volta ricostruito, l’inventario si mantiene con l’aggiornamento annuale: acquisizioni, dismissioni, permute, ammortamenti dell’esercizio e quadratura con il conto del patrimonio. Basta un anno saltato per tornare al punto di partenza e pagare una seconda volta la ricognizione straordinaria. Il canone di mantenimento costa una frazione.

A chi serve

Situazioni tipiche

  • Comuni con l’inventario fermo da anni e lo stato patrimoniale che non quadra
  • Enti con una ricognizione straordinaria avviata e mai chiusa
  • Enti che hanno l’inventario ma senza valori, vite utili e ammortamenti
  • Comuni che vogliono arrivare alla riforma accrual senza corse finali

Aspetti pratici

Come si affida l’incarico

Per gli importi sotto soglia si procede con affidamento diretto, previa acquisizione del preventivo. Vi consegniamo la documentazione che serve all’istruttoria del vostro ufficio — preventivo dettagliato con oggetto e corrispettivo, curriculum, dichiarazioni sui requisiti — nel formato utile alla determina.

Due cose che diciamo prima e non dopo. Le attività di supporto non sostituiscono le funzioni e le responsabilità del responsabile del servizio finanziario, del RUP o dell’organo di revisione: quelle restano in capo all’ente. E sulle certificazioni il certificato lo rilascia un organismo accreditato terzo, distinto da chi fa la consulenza: noi accompagniamo, non certifichiamo.

Trenta minuti per sapere dove siete davvero

Ci dite a che punto siete e noi vi diciamo che cosa manca, quanto lavoro serve e in quale ordine conviene affrontarlo. Il preventivo è calibrato sulle attività residue, non su una tariffa a forfait. Senza impegno.