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Adeguamento all’AI Act

Censimento dei sistemi di intelligenza artificiale in uso, esclusione delle pratiche vietate, alfabetizzazione del personale e informative ai cittadini. Non è un progetto da programmare: è un arretrato da chiudere.

Molti Comuni usano già assistenti virtuali, traduttori automatici o strumenti di scrittura basati su intelligenza artificiale, spesso dentro software acquistati da fornitori esterni. Nella maggior parte dei casi non sono censiti, chi li usa non ha ricevuto una formazione documentata e le informative ai cittadini mancano.

Non sono buone pratiche rinviabili al prossimo mandato: sono obblighi in vigore, con termini già decorsi. L’adeguamento non è un progetto da programmare, è un arretrato da chiudere.

Cosa facciamo

  • Censimento dei sistemi di IA usati dall’ente e dai suoi fornitori
  • Verifica ed esclusione delle pratiche vietate
  • Classificazione del rischio dei sistemi in uso
  • Piano di alfabetizzazione per il personale che li utilizza
  • Informative di trasparenza verso i cittadini
  • Clausole da inserire nei contratti con i fornitori

Perché conta, in concreto

Un regolamento direttamente applicabile

Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale non richiede recepimento: vincola l’ente direttamente, secondo il proprio calendario. Dal 2 febbraio 2025 valgono il divieto delle pratiche vietate e l’alfabetizzazione del personale che usa o gestisce sistemi di IA. Dal 2 agosto 2026 si aggiunge la trasparenza verso i cittadini, sia nell’interazione con i sistemi sia nei contenuti prodotti. Sono termini già decorsi.

Il problema sta spesso nei software che avete già comprato

La parte più sottovalutata del censimento non riguarda gli strumenti che il personale apre di propria iniziativa, ma le funzioni di IA incorporate in gestionali e servizi acquistati da fornitori. L’ente ne risponde comunque, e per questo servono le clausole contrattuali e la checklist di verifica: senza quelle, il registro dei sistemi è incompleto il giorno dopo averlo chiuso.

Dopo l’obbligo, se ha senso, la certificazione

Chi ha messo in ordine gli obblighi di base si trova a metà strada verso la ISO/IEC 42001, lo standard certificabile per i sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale. È un passaggio volontario e successivo: prima l’adempimento, poi — solo se serve all’ente — il sistema certificato.

A chi serve

Situazioni tipiche

  • Comuni in cui il personale usa già strumenti di IA senza un censimento formale
  • Enti che hanno gestionali con funzioni di IA incorporate dal fornitore
  • Segretari comunali che devono adottare una policy e non hanno un modello
  • Enti che devono poter dimostrare l’adempimento in caso di controllo

Aspetti pratici

Come si affida l’incarico

Per gli importi sotto soglia si procede con affidamento diretto, previa acquisizione del preventivo. Vi consegniamo la documentazione che serve all’istruttoria del vostro ufficio — preventivo dettagliato con oggetto e corrispettivo, curriculum, dichiarazioni sui requisiti — nel formato utile alla determina.

Due cose che diciamo prima e non dopo. Le attività di supporto non sostituiscono le funzioni e le responsabilità del responsabile del servizio finanziario, del RUP o dell’organo di revisione: quelle restano in capo all’ente. E sulle certificazioni il certificato lo rilascia un organismo accreditato terzo, distinto da chi fa la consulenza: noi accompagniamo, non certifichiamo.

Trenta minuti per sapere dove siete davvero

Ci dite a che punto siete e noi vi diciamo che cosa manca, quanto lavoro serve e in quale ordine conviene affrontarlo. Il preventivo è calibrato sulle attività residue, non su una tariffa a forfait. Senza impegno.