Chi siamo

Un interlocutore stabile, per tutto l’anno

PiovanoPA nasce da un’osservazione semplice: i comuni piccoli non hanno bisogno di qualcuno che analizzi i loro problemi, hanno bisogno di qualcuno che li risolva. E che ci sia dall’inizio alla fine, senza ripartire da zero a ogni scadenza.

Il titolare

Fabio Piovano

Da anni consulente per la pubblica amministrazione, ho seguito centinaia di comuni in tutta Italia.

PiovanoPA è la struttura con cui seguiamo gli enti locali: 25 servizi in tre aree — finanziaria, tecnico-patrimoniale, certificazioni e adeguamenti.

Il lavoro si svolge in gran parte da remoto, sui vostri gestionali e sulle piattaforme ministeriali: è il motivo per cui possiamo seguire comuni in tutta Italia senza caricare i progetti di costi di trasferta. Dove serve presenza fisica — la ricognizione dei beni mobili va fatta sul campo, non c’è alternativa — le giornate sono previste nel preventivo dall’inizio.

Non c’è una rete commerciale in mezzo: parlate con chi il lavoro lo fa, e non c’è l’interesse a vendervi un pacchetto più grande di quello che vi serve.

Perché noi

Quattro differenze verificabili

Non sono valori da brochure: sono cose che potete controllare durante il lavoro, e contestarci se non le rispettiamo.

Si parte da monte

Se l’inventario è fermo da anni non ha senso partire dallo stato patrimoniale, e se i sistemi di IA non sono censiti non ha senso parlare di certificazione. Guardiamo prima da dove nasce il problema, e lo diciamo anche quando la risposta è che il percorso è più lungo di quanto speravate. Nessun intervento viene presentato come urgente se non lo è.

Un calendario, non una serie di emergenze

Una persona segue l’ente su tutte le scadenze e su tutte le piattaforme, con un calendario condiviso in cui è scritto anche quando va iniziato il lavoro, non solo quando scade. Nessun passaggio di consegne, nessun dato da ripetere due volte, nessun incarico da rinegoziare ogni volta che si avvicina un termine. Sapete chi chiamare, e a gennaio sapete già cosa vi aspetta in autunno.

Il lavoro si fa in due

Una consulenza analizza e produce un documento: il lavoro resta da fare. Noi entriamo nelle piattaforme, carichiamo, saniamo le anomalie e portiamo la ricevuta — accanto a chi in ufficio se ne occupa. Quello che vi resta in mano non è una relazione: è un adempimento chiuso, e qualcuno che sa come è stato chiuso.

Non ci fermiamo all’invio

Sul PNRR è la differenza che conta di più. Molti incarichi si chiudono con la trasmissione, ma è dopo che arrivano rilievi, richieste di integrazione e controlli. Noi restiamo sulla pratica finché il rendiconto non è approvato, perché è quello il momento in cui l’ente può dire di avercela fatta.

Trasparenza

Tre cose che preferiamo dire subito

Non ci sostituiamo a chi ha la responsabilità. Le attività di supporto non sostituiscono le funzioni del responsabile del servizio finanziario, del RUP o dell’organo di revisione: quelle restano in capo all’ente. La documentazione che produciamo è scritta per essere letta dall’organo di revisione, non per aggirarlo.

Non rilasciamo certificazioni. Sui percorsi ISO/IEC 42001 e UNI/PdR accompagniamo l’ente fino alla verifica, ma il certificato lo emette un organismo accreditato terzo, distinto da chi svolge la consulenza. È una separazione prevista dalle norme, e chi promette entrambe le cose non la sta rispettando.

Le scadenze che pubblichiamo possono cambiare. I termini che trovate nello scadenzario sono quelli noti ad agosto 2026: le finestre ReGiS seguono le circolari della Ragioneria generale dello Stato e il quadro attuativo della riforma accrual è ancora in completamento. Quando cambiano, aggiorniamo — e ve lo diciamo.

Il modo più rapido per capire se siamo utili

Trenta minuti. Ci raccontate a che punto siete, noi vi diciamo cosa vediamo — anche se la risposta è che ce la potete fare da soli.